Sul muschio che ricopre alcuni alberi o intere foreste si registra un crescente interesse commerciale.
Il fenomeno desta preoccupazioni legate all’impatto ambientale dei prelievi, crea questioni relative all’esportazione di specie potenzialmente invasive e altre problematiche d’interesse per gli scienziati, gli imprenditori e i gestori del territorio che dovrebbero monitorare, regolare e controllare questo mercato.
Alcune esperienze produttive condotte in Nord America (Canada) e in Francia suggeriscono la possibilità di coltivare muschio come alternativa alla sua raccolta in natura.
Sulla base di queste premesse la Soc. Agr. Fotosolara Bonnanaro srl, in collaborazione con l’Azienda L’Isola dei Sapori di Veronica Carta e gli organismi di ricerca coinvolti, si intende individuare le specie di muschio di interesse commerciale, anche valutando il potenziale di specie autoctone reperite in Sardegna, e mettere a punto protocolli per la loro coltivazione e per il loro trattamento o post raccolta.
È bello tacere insieme, più bello ridere insieme, sotto il lenzuolo di seta del cielo, appoggiati al muschio e al faggio.
-- Friedrich Nietzsche
Il progetto intende produrre muschio, consentendo di introdurre negli ordinamenti colturali un nuovo prodotto vendibile e capace di diversificarne le produzioni aprendo nuove prospettive di mercato. L’introduzione del prodotto muschio nel processo produttivo –confezionamento- dell’azienda partner “Isola dei Sapori” produttrice di alimenti di alta qualità legati al territorio esalterà le caratteristiche di quest’ultimi; il muschio, con la sua forte connotazione di prodotto naturale, è in grado di promuovere il valore di naturalità e sostenibilità dei prodotti cui si accompagna.
Il muschio forestale, talvolta legale e più spesso legato al mercato nero, trova molteplici applicazioni commerciali quali: addobbi e composizioni floreali, giardini di muschio “moss gardens” ove il muschio è utilizzato come tappezzante, addobbi natalizi, presepi, decorazione d’interni, in medicina ecc.
In alcuni casi il muschio viene raccolto legalmente, con il permesso degli enti pubblici o con un regolare contratto nelle proprietà private. Ma forti indizi suggeriscono che la quota di mercato non emersa sia di notevole entità.
Il progetto ha l’obiettivo di mettere a punto una tecnica di produzione a basso impatto in serre fotovoltaiche di muschio da commercializzare come alternativa alla sua raccolta nei boschi.
Tale nuova produzione costituisce una valida alternativa alle colture tradizionalmente praticate in serra rendendo possibile l’inserimento nell’ ordinamento produttivo delle aziende coinvolte un nuovo prodotto da commercializzare consentendo un’auspicata diversificazione delle produzioni conseguibili.
Il progetto è stato sviluppato in diverse attività destinate al conseguimento degli obiettivi progettuali.
Come attività preliminare, è stato condotto uno studio di fattibilità relativo alla commercializzazione del muschio a livello nazionale e internazionale per mettere in evidenza le caratteristiche richieste al prodotto (es. morfologia, colorazione, tasso di accrescimento etc.) dai diversi settori di mercato e le potenzialità dal punto di vista commerciale.
Sono state isolate le specie di muschio negli ambienti dell’areale dell’azienda/serra e valutate per la coltivazione su piccola scala in serra.
Allo stesso tempo sono state considerate le specie principali utilizzate per la commercializzazione nei diversi settori (floricoltura, giardinaggio, architettura paesaggistica).
I muschi d’interesse sono stati reperiti anche presso collezioni scientifiche.
Per la valorizzazione delle specie autoctone sarde ai fini della coltivazione sono stati considerati i caratteri desiderabili dal punto di vista commerciale identificati nello studio di fattibilità e messe in coltivazione quelle ritenute più idonee.
È da considerare che le specie autoctone essendosi meglio adattate alle condizioni climatiche locali potrebbero richiedere minori interventi di controllo sui parametri della serra ed avere performance a costi più contenuti.
In base alla specie l’inoculo è stato eseguito mediante zolle di piccole dimensioni o con una sospensione del materiale vegetativo.
Dal momento che le richieste nutrizionali del muschio sono contenute e al fine di stimolare il ri-uso dei substrati esausti ottenuti in azienda anche per attivare una filiera virtuosa possibilmente riconducibile ad un approccio di economia circolare sono state preparate alcune miscele basate sui seguenti componenti:
Il materiale di riciclo è stato disinfettato con semplice solarizzazione.
Sono state provate diverse miscele caratterizzate da diversi rapporti quantitativi tra i materiali di cui al punto 1 e il terriccio 2 in modo da definire la ricetta dal costo più contenuto in grado di consentire la migliore performance per la crescita e l’aspetto del muschio.
Per la commercializzazione in rotoli simili a quelli noti per i tappeti erbosi è stata messa alla base della miscela di substrato una rete a maglie strette scelta tra quelle presenti sul mercato dell’agro-tessile che siano a costo contenuto e riciclabili – privilegiando quelle provenienti da materiale riciclato – in modo da aumentare la sostenibilità della filiera; si sceglieranno in particolare le reti utilizzate per il mercato delle piante da trapianto.
In considerazione della estrema importanza del pH del substrato di crescita (che deve essere tra 4.5 e 5) il pH della miscela finale è stato analizzato ed eventualmente ammendato con zolfo granulare.
Il substrato è stato pressato al fine di avere un tappeto di muschio omogeneo nello spessore con i classici rulli da compressione per terreno opportunamente calibrati.
L’irrigazione è stata effettuata con impianto a nebulizzazione.
In base ai risultati preliminari di prove dell’Università di Padova (Preto, Serena. “Ricerca e sperimentazione sull’utilizzo delle Briofite tappezzanti.” (2011), sono stati utilizzati 2 diversi gradi di ombreggiatura, per il periodo invernale più contenuto in modo da favorire l’irraggiamento naturale comunque più modesto in tale periodo, nel periodo primaverile-estivo è stata usata un’ombreggiatura più elevata visto che è noto anche in generale che in tale periodo l’irraggiamento naturale è troppo forte per la crescita/mantenimento del muschio.
Al fine della piena riuscita del progetto, oltre allo studio di fattibilità e alla selezione delle specie, è di fondamentale importanza creare sinergie con esperienze e progetti incentrati sul muschio, sia in contesti europei, che extra-europei.
In particolare si è entrati in contatto con alcuni progetti finanziati dall’Unione Europea che hanno avuto come oggetto lo studio del muschio e le sue potenzialità biotecnologiche – ciò al fine di valutare possibili strumentazione utili ad aumentare la velocità di crescita – e anche con realtà private europee (Francia e Nord Europa principalmente) e non (Nord America), che già commercializzano le locali produzioni di muschio. La verifica dei sistemi di commercializzazione è di fondamentale importanza per la fase di post-raccolta, potendo contare su tecniche di packaging e trasporto consolidate e specifiche per il muschio e non mutuate da altri prodotti agricoli, come il tappeto erboso in rotoli.
Tali attività sono state svolte grazie a sopralluoghi e visite tecniche, oltre che con attività di contatto e studio della bibliografia esistente prodotta dai centri di ricerca coinvolti nei progetti europei.
Definito il metodo produttivo, utilizzando i parametri e le risultanze sia dell’attività condotta dal CNR, sia informazioni ottenute dalle poche realtà produttive già operanti nel settore e contattate a livello internazionale, si sono effettuate prove di coltivazione su più larga scala.
Sui bancali di coltivazione sono state predisposte le combinazioni rete-mix di substrato-specie di maggiore riuscita, nel primo anno inizialmente su superficie più estesa, a seconda della quantità di inoculo ottenuta.
Al fine di avere un più preciso riscontro dei tassi di crescita e delle più produttive modalità di coltivazione e lavorazione su larga scala, è stata rilevata la crescita e sono state ripetute le analisi del primo anno, per ottenere una ulteriore validazione del sistema di coltivazione.
I tappeti di muschio ottenuti sono stati divisi in dimensioni variabili a seconda della destinazione d’uso, valutando poi modalità di trasporto idonee e alcune specifiche proprietà, come stabilità e resistenza alla manipolazione, che influiscono sulla destinazione di uso.
Per tenere traccia del sistema produttivo, è stato implementato un sistema di tracciabilità/rintracciabilità del prodotto, che comprende tutti i passaggi produttivi cui il prodotto viene sottoposto, il tempo di produzione e la destinazione d’uso finale.
Sulla base delle risultanze delle attività 3, 4 e 5, è stato redatto un protocollo di coltivazione per le diverse specie di muschio individuate. In tale protocollo saranno riassunte tutte le fasi salienti necessarie a garantire le migliori condizioni di crescita per le specie di muschio d’interesse.
Una volta messo a punto e in pratica il protocollo produttivo, identificate le caratteristiche, le proprietà tecniche del prodotto e le possibili destinazioni d’uso, sono state messe in atto le opportune lavorazioni cui sottoporre i prodotti in post-raccolta.
Tali operazioni hanno lo scopo di aumentare il valore del prodotto, incrementandone da un lato la qualità tecnologica – resistenza, stabilità nel tempo -, dall’altro migliorandone e preservandone nel tempo le qualità estetiche.
In tal senso, sono state svolte delle prove su una parte del prodotto, con diverse tecniche reperite in letteratura e in esperienze analoghe. Si è tenuto una parte del prodotto tal quale, così da valutarne la reale evoluzione nel tempo e le sue naturali caratteristiche.
Parte del prodotto è stato invece sottoposto a diversi e specifici trattamenti con prodotti antitraspiranti e stabilizzanti attualmente sul mercato.
I prodotti trattati sono stati poi testati in-situ ed ex-situ per valutarne la capacità di conservazione in diverse condizioni ambientali. Saranno valutate anche le diverse possibilità di packaging e labelling, maggiormente idonei al prodotto e in linea con le richieste di un mercato orientato alla sostenibilità e al riutilizzo degli imballaggi.
Tali test sono fondamentali per decidere l’effettiva destinazione d’uso del prodotto trattato in diverso modo. Ciò ha consentito la definizione di un piano di sviluppo commerciale dei prodotti, che potranno indirizzarsi a diversi utilizzi agricoli.